Guida completa alla scelta dei treppiedi. Caratteristiche, dettagli, consigli per la scelta, prezzi, marche e foto

Che tu sia un fotografo professionista o solo un appassionato che ha deciso di spingersi più in là dei semplici selfie, la scelta del treppiedi giusto è un argomento che dovrai affrontare nel tuo percorso di crescita.

Il treppiedi rappresenta da sempre il compagno fedele di ogni fotocamera. In questo articolo ti assisterò nella scelta del migliore accessorio per le tue esigenze e per l’utilizzo che ne intendi fare.

A cosa serve un treppiedi?

Prima di partire all’impazzata navigando tra mille prodotti rischiando di perdersi nel mare delle possibilità online, è bene porsi il quesito: ma a cosa serve un treppiedi? Ottima domanda.

Il treppiedi, come facilmente si può intuire dalla sua forma, nasce per dare sostegno e stabilità a un oggetto: fotocamere, videocamere, lampade, ma anche tristemente armi. L’ambito che ci interessa oggi, però, è quello fotografico.

L’era degli smartphone ci ha dato l’idea della fotografia come qualcosa di immediato e fugace, eppure spesso questo è un lavoro di estrema pazienza e precisione, quasi artigianale.

Per assistere questo sforzo e raggiungere la massima accuratezza professionale, il treppiedi sostiene la camera per gestirne il peso e i movimenti.

Le macchine fotografiche infatti, soprattutto se dotate di costosi obiettivi, posso pesare diversi chili, pesi insostenibili durante ore e ore di lavoro e di esposizione. Sia che si stia fermi sotto un cielo stellato, sia che ci si muova in continuazione.

Qualunque tremolio o spostamento indesiderato potrebbe rovinare il vostro scatto della vita e non potete permettervelo.

Dunque in conclusione se avete poca luce e/o dovete sostenere fisicamente la vostra camera per molto tempo e lunghe sessioni, vi servirà necessariamente un treppiedi, come a Thor il suo martello.

Composizione: com’è fatto un treppiedi?

Chiarito a cosa serve un treppiedi, passiamo ad esplorarne le sue caratteristiche e la sua composizione. Potrà sembrare banale, sono tre gambe e fine, giusto? E invece no, il treppiedi si compone come dice la parola di tre estremità che si collegano però ad un secondo elemento fondamentale: la testa. Colpo di scena inaspettato.

Il treppiedi infatti non sostiene direttamente la vostra macchina fotografica, ma lo farà attraverso una testa che a seconda delle vostre necessità potrà essere più o meno professionale ed elaborata.

Le teste dei treppiedi si dividono essenzialmente in due macro categorie: le teste a 3 vie o assi e le teste a sfera. Nel primo caso abbiamo 3 leve, che gestiscono i vari movimenti della testa: rotazione, inclinazione fronte retro e quella destra sinistra. Nel caso invece della testa a sfera il giunto è unico e permette più rapidità di movimento lungo i tre assi, ma meno accuratezza.

Oltre queste due categorie, c’è spazio per molte sfumature e versioni speciali. Tra esse abbiamo la testa a cremagliera, una tre assi ma con delle manopole graduate invece delle leve, oppure la testa “a culla” per sostenere i lunghi teleobiettivi.

Lo scopo della testa dunque è quello di muovere la camera, anche di pochissimi millimetri, senza toccare il treppiedi che rimarrà saldo nella sua posizione.

La scelta anche della testa dipende dall’utilizzo che vogliamo fare del nostro treppiedi e ne parliamo subito.

Che utilizzo ne farò?

Come per ogni prodotto, l’uso che ne faremo definisce quale versione comprare. Se siamo agli inizi, non viviamo di fotografia e la vostra macchina non è altro che un buon smartphone comprato da papà, non occorrerà acquistare enormi treppiedi dalle mille funzionalità.

Così come, se siamo un professionista con attrezzature da migliaia di euro, dobbiamo scegliere il giusto treppiedi che sostenga e si abbini bene al nostro livello di preparazione.

Se rientrate nella prima categoria, quella dei nuovi arrivati, il consiglio è di non azzardare con treppiedi troppo costosi, ma di limitarsi ad una versione base ed economica.

Il mercato ne è pieno, di ottima fattura e a prezzi molto competitivi. Questi vi permetteranno di sperimentare, provare a cimentarvi con lunghe esposizioni in carenza di luce e scatti mai visti, senza pesare troppo sul portafoglio.

Se poi vedrete che anche questa veste vi risulterà stretta, potrete salire di livello con treppiedi di materiali e prestazioni migliori. Questo passaggio vi eviterà il fastidioso problema di ritrovarsi con attrezzature troppo costose e complesse per le vostre necessità.

Qualora invece voi non siate gli ultimi arrivati in classe, ma dei veri professionisti, ci vediamo più avanti.

Treppiedi professionali quale scegliere

Siete dei professionisti o sulla strada per esserlo e cercate il giusto treppiedi? Bene siete nel posto giusto.

Abbiamo già visto a cosa serve e di cosa si compone un treppiedi, ora arriviamo alla scelta.

Un fotografo, sebbene sia un’artista eclettico, spesso ha un propria specializzazione: un po’ come un medico.

Abbiamo il fotografo che opera principalmente in studio, tra le mura e le luci che meglio può controllare e padroneggiare. In questo caso può optare per un cavalletto solido e pesante, che fornisca la massima stabilità e personalizzazione delle angolazioni della testa. Il peso, infatti, non sarà un problema dovendo stare quasi sempre fermo nel medesimo punto.

Poi abbiamo l’avventuriero, lui non conosce nemmeno lontanamente il significato della parola studio. Stando sempre all’aria aperta e in viaggio, dovrà optare per una soluzione più pratica e leggera, che non rinunciano alla stabilità data da materiali versatili quali la fibra di carbonio.

In mezzo a questi due estremi ci sono e saranno molteplici tipologie di professionisti, che a seconda del proprio stile ed esigenza potranno scegliere un diverso treppiede.

Treppiede video: come distinguerli

Nota a parte va riservata per un particolare treppiede, ovvero quello video. Come facilmente intuibile dal suo nome, questa tipologia di treppiede è pesata principalmente per riprese video più o meno professionali.

Distinguerli dai fratelli destinati alla fotografia è alquanto semplice, infatti quelli video presentano una lunga leva che permette di muovere la vostra camera molto rapidamente sull’asse orizzontale e verticale, ma non consente movimenti sull’asse destra-sinistra.

Sebbene siano un buon compromesso per chi svolge sia un lavoro fotografico e videografico, questo treppiedi non è indicato per un accurato lavoro di fotografia che richiede invece cavalletti e teste diverse.

In conclusione

Che siate un fotografo amatoriale, un eterno viaggiatore o un amante dello studio, sarà il vostro stile e l’uso che ne farete a decidere quale treppiede scegliere. Oltre al vostro stile, per non incorrere in errori banali, tenete sempre a mente il peso della vostra attrezzatura e di conseguenza saprete quanto importante dovrà essere il vostro treppiede.

Lavoro da anni nel mondo dell’editoria web, scrivendo per varie testate, progetti e temi. Cultura, fotografia, arte, politica, storia, eventi, la scrittura in ogni sua forma e variante rappresenta la mia massima ambizione.

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